Funamboli sulle Dents Blanches Passeggiata alpina alla Dent du Signal

Chiudendo l’estremità della Val d’Illiez, le Dents Blanches beneficiano di un isolamento raro accoppiato a un fascino selvaggio. La salita alla Dent du Signal, il punto culminante del massiccio, offre un’escursione dal carattere alpino.

Dal pieno sud, le nevi immacolate del Monte Bianco splendono. L’incontestabile supremazia di questo massiccio su tutte le cime che lo attorniano si manifesta qui in maniera inequivocabile. Il cielo è terso e la vista non incontra alcun ostacolo. Giunti al punto culmine delle Dents Blanches siamo immersi in un mondo minerale allo stato puro, dove le conche pietrose e le gane ombreggiate hanno ormai lasciato spazio a strette creste calcaree. Ornata da un ometto, quella che conduce alla Dent du Signal è tanto esigua e vertiginosa da dare l’impressione di avanzare come funamboli. Cammin facendo ci stupiamo dei corrugamenti tettonici delle Dents du Midi, dove l’erosione millenaria ha modellato il rilievo accidentato delle punte odierne. In basso, sul versante francese, il lago della Vogealle scintilla come un diamante in uno scrigno sospeso sopra la valle del Giffre.

Il Pas de la Bide, arbitro della salita

Ben più in basso lungo il percorso, questa volta sul versante svizzero, il Pas de la Bide segna la fine dei boschi e dei pascoli del pacifico vallone di Barme. Occorrono agilità e talento da contorsionisti per venire a capo di questo passaggio significativo dell’itinerario delle Dents Blanches: ci si insinua in una sottile scaglia di roccia inclinata cui sembra spettare esclusiva la decisione sul proseguimento della gita. La conca che le succede è orlata di picchi che sembrano chiudersi su se stessi man mano che il sentiero si fa ripido. Il silenzio è rotto solo dalle rare cadute di qualche pietra smossa dai camosci e dalle grida dei gracchi. Alla sua uscita, alla fine di un piccolo muro verticale dalle prese ben embricate, ecco infine apparire l’austera muraglia nord delle Dents Blanches. Una visione al tempo stesso intrigante e stimolante di alte pareti ombreggiate, delle quali si scorgono le creste spalmate di luce: la promessa di un panorama grandioso dovuto sia alla situazione isolata di questo massiccio che a un cielo sgombro di nuvole.

Al crocevia del Tour des Dents Blanches

Il percorso si fa temporaneamente più tranquillo fino al Col de Bossetan, attraversando un ripiano che accoglie praterie fiorite e nevai. Numerosi escursionisti provenienti dal versante francese convergono verso questo passo-frontiera, passaggio obbligato del giro delle Dents Blanches che, dal 1983, consente di collegare in cinque tappe i comuni di Champéry ed Evionnaz (CH), Morzine, Samoëns e Sixt-Fer-à-Cheval (F).

Già al passo, il panorama non lascia indifferenti. A ovest lo sguardo spazia fino alla Pointe Percée, punto culminante della catena degli Aravis. Dal lato opposto si propongono la Val d’Illiez e Champéry e le Prealpi vodesi e friburghesi. A nord, si distinguono chiaramente la Dent d’Oche, il Mont de Grange e le Cornettes de Bise. Ma le star locali sono proprio le Dent Blanches, ormai vicinissime. Appaiono come una fiera successione di punte dal rilievo arrotondato, distese lungo più di due chilometri, con la Dent du Signal come punto culminante. La ricetta per arrivarci? Conche di detriti, ripidi canaloni e creste aeree. E come ciliegina, l’agognata vertigine del funambolo.

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