I cadetti al Tris Rotondo I campionati svizzeri di scialpinismo in Ticino

Il Tris Rotondo della Valle Bedretto sta al Ticino come la Patrouille des Glaciers sta al Vallese. Questa corsa a squadre si svolge in un quadro maestoso, per la gran parte al di sopra dei 2000 metri. Un terreno d’alta montagna che non facilita assolutamente il lavoro di preparazione, come spiega Giovanni Galli, direttore di gara: «Non vi sono mezzi meccanici di risalita per avvicinarsi ai ripidi canaloni, alle creste e ai passaggi aerei.» Il ticinese è ad ogni modo convinto che gli sforzi consentiti sono all’altezza dell’evento. «La topografia del Tris Rotondo lo situa vicino alla Patrouille des Glaciers e alle più prestigiose prove della Grande Course, alla quale siamo ufficialmente candidati», commenta Galli.

Corthay favorito tra i cadetti

Quest’anno, i cadetti (15-17 anni) avranno per la prima volta l’opportunità di confrontarsi lungo un tracciato situato nei dintorni dell’area di partenza/arrivo della categoria Elite, con un dislivello di 870 metri su 5,9 chilometri. Tra loro, i quattro cadetti dello Swiss Team: Thomas Corthay, Maxime Brodard, Tassio Serra e sua sorella Elena Serra.

Thomas Corthay (1996), vallesano di Vollèges, è considerato il favorito. Il giovane membro dello Swiss Team del CAS si è laureato campione del mondo nella staffetta del 2011 a Claut (I), mentre a inizio anno ha strappato a Gryon (VD) il titolo di campione svizzero di vertical race. Sicuro di sé, sogna una vittoria in Coppa del Mondo: «Il mio obiettivo è di correre per la Coppa del Mondo e conquistare un podio. Conto di partecipare al Tris Rotondo soprattutto per preparare la Pierra Menta.»

Talento e disciplina non bastano

Oggi, per raggiungere simili livelli nello scialpinismo bisogna cominciare molto presto: «La prima volta che ho incollato delle pelli di foca sotto gli sci avevo sei anni», ricorda Thomas Corthay. «Ero all’ospizio del Gran San Bernardo, assieme ai miei genitori. A sette anni, papà mi portava sul mitico percorso della Patrouille des Glaciers tra Zermatt e Arolla. Il virus mi ha preso allora.» Nel 2009, all’età di 13 anni, Thomas Corthay consegue dei buoni risultati durante l’inverno, e in seguito viene selezionato per lo Swiss Team. Un sogno che si realizza per il prodigio del «Vieux-Pays», socio della sezione CAS Monte Rosa di Martigny.

Talento e disciplina però non bastano. Neppure l’aspetto finanziario è trascurabile. Secondo Sébastien Nicollier, allenatore della nazionale giovanile, non è assolutamente necessario dotarsi di un equipaggiamento professionale sin dall’inizio, ma diventa imprescindibile se si desidera assaggiare il successo nelle competizioni: «È vero che la qualità del materiale svolge un ruolo importante nelle gare, perché grazie alla sua leggerezza offre un vantaggio già prima della partenza.» Valuta il costo medio di un’attrezzatura da competizione (sci, attacchi, scarponi, pelli) attorno ai 1600 franchi.

Ognuno per sé

Diversamente dalle altre categorie, che correranno in squadre, al Tris Rotondo i cadetti si misureranno individualmente. Per loro, la partenza sarà data un’ora dopo quella degli Elite. E siccome la loro ascensione seguirà una parte del tracciato di questi ultimi, i giovani atleti avranno modo di paragonare le loro prestazioni con quelle dei migliori. Per i cadetti, la salita si fermerà a 2349 metri, quindi scenderanno lungo il medesimo percorso.

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Quattro percorsi attendono gli atleti al Tris Rotondo. La categoria Elite partecipa con squadre di due corridori, i dilettanti con tre. Il percorso tradizionale, che conta 17 chilometri di lunghezza e 2200 metri di dislivello, è stato portato a termine lo scorso anno in sole 2 ore e 56 minuti dalla squadra più veloce.

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