Il rischio, un elemento vitale Werner Munter, guida alpina e inventore della moderna nivologia, sul rischio e la natura selvaggia

Grazie al metodo delle riduzioni, negli anni Novanta Werner Munter rivoluzionò la nivologia. Il suo approccio era onesto e nuovo: in montagna, il rischio zero non esiste. Grazie ai suoi insegnamenti, le guide e i capigita di oggi non sono garanti della sicurezza, bensì esperti di insicurezze. Una conversazione nella regione di Arolla, in Vallese. 

Anche quest’inverno ha trascorso 150 giorni con le racchette. Che cosa l’attira in montagna?Nel mio periodo Sturm und Drang, quando scalavo tutte le pareti nord delle Alpi bernesi, per molto tempo non mi era ben chiaro perché lo facessi. Era ambizione o solo moda? No, quello che ancora oggi mi attrae è la natura selvaggia, intatta. Lì non ci sono tracce o chiodi a indicare la via. È incredibilmente bello. Al pari del rischio, la natura selvaggia è un elemento vitale, in assenza del quale lo spirito avvizzisce. Grazie alla gestione dei rischi siamo in grado di valutare il pericolo di valanghe. Non con l’istinto, questo lo sa fare anche una scimmia. No, con il pensiero. Si è già cercato, con i miei capelli lunghi, di dipingermi come un ingenuo pupazzo di legno. Fino ad ora non c’è riuscito nessuno – dopo l’alpinismo, il pensiero è la mia seconda passione.

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