«La maternità mi ha caricata!»

Dopo una vittoria e un record femminile nella Patrouille des Glaciers 2014, Maude Mathys auspica una stagione 2015 meno impegnativa, ma sempre ai vertici.

Lo scorso maggio, Maude Mathys coronava una stagione costellata di successi facendo propria la grande PdG. Assieme alle compagne di squadra Séverine Pont-Combe e Laetitia Roux, l’atleta di Ollon imponeva anche un nuovo primato femminile, con 7 ore e 27 minuti. «Quest’inverno sarà difficile far meglio della scorsa stagione! In termini di successi, ho realizzato tutti i miei desideri», confida la sportiva dello Swiss Team CAS.

Meno sci e più corse a piedi

Per l’inverno 2015, la 28enne velocista e mamma della piccola Charlotte, di tre anni, auspica una stagione meno carica di corse, senza tuttavia abbandonare la visione del podio. «Il grande obiettivo dell’inverno sarà senz’altro il Mondiale di Verbier in febbraio. Correre in casa è sempre molto stimolante. Ciò nonostante, farò sicuramente meno gare di scialpinismo per concentrarmi sull’estate, poiché gli allenamenti per le corse a piedi si combinano meglio con mia figlia.»

Dalle corse popolari all’élite in breve tempo

Se il 2011 è stato contrassegnato in aprile dalla nascita di Charlotte, è anche stato l’anno chiave che ha proiettato Maude Mathys dalle gare popolari nell’élite svizzera dello scialpinismo. «Durante la gravidanza ho lasciato le competizioni, ma ho continuato ad allenarmi. I chili in più mi hanno regalato muscoli, e non ho perso il mio fisico. La maternità mi ha caricata!» Nell’ottobre dello stesso anno, a Fully, vince la corsa a piedi Kilomètre Vertical nella categoria élite. Presente in qualità di spettatore, Grégory Gachet, allora allenatore dello Swiss Team di scialpinismo del CAS, le propone di unirsi alla squadra. E dall’inverno successivo, eccola inanellare gare nazionali e manche di Coppa del mondo con i colori della squadra nazionale, sempre coniugandole con la sua vita famigliare.

Dalle difficoltà dei primi passi al secondo rango mondiale

Maude Mathys non avrebbe mai pensato allo scialpinismo, se 17 anni fa suo marito non l’avesse iniziata a questa disciplina. «Non mi piaceva, le discese mi facevano paura», confessa. D’altro canto, evoca divertita la sua prima gara: «È stato nel 2008 sul p

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