La Pigne per chi non ha fretta Dalla valle di Bagnes a quella di Hérens ­attraverso i ghiacciai

Raggiungere la frequentatissima Pigne d’Arolla approfittando di un ambiente selvaggio? È possibile in tre giorni a partire da Fionnay, nell’alta valle di Bagnes.

Se davvero esiste una regione selvaggia che durante l’inverno sa proteggersi al meglio da sé, quella è l’alta valle di Bagnes, con i suoi versanti scoscesi che precipitano da vette superbe. Quante volte mi è toccato di dover rinunciare a una gita primaverile nei dintorni della diga di Mauvoisin a causa delle temperature troppi miti, della neve non sufficientemente stabile o del tempo incerto? I pendii ripidi esigono rispetto, fiuto per affrontarli al momento giusto e preveggenza per uscirne in caso di cattivo tempo.

Per avventurarvisi con gli sci occorre pazientare fino alla vera primavera, benedizione degli escursionisti perseveranti. Quando l’alta valle presenta buone condizioni, si mostra generosa: sci su pendii belli, lunghi e ripidi, solitudine. La montagna vera, esigente. Tutto quello che ci vuole, insomma, per dimenticare i tentativi falliti.

Un piccolo Himalaya ai piedi del Grand Combin

La salita alla capanna F.-X. Bagnoud Panossière è meno insignificante di come non appaia d’estate. È più lunga, a volte delicata. Partire di buon’ora da Fionnay permette di evitare la trappola del canale di Corbassière, mortale nelle ore calde a causa dei pendii che lo dominano. Una bella entrata in materia che svela progressivamente il bacino glaciale omonimo: un piccolo Himalaya che si srotola gelidamente dal versante nord del Grand Combin. In effetti, il freddo punge durante l’avvicinamento mattutino al Tournelon Blanc. Attraversando crepacci resi infidi dal debole innevamento, la traccia sfiora il volto glaciale del Grand Combin, questo 4000 poco socievole a causa delle sue diagonali di seracchi.

Si cambia carattere nella discesa dalla vetta del Tournelon Blanc lungo il ghiacciaio del versante sud-est. È decisamente meglio affrontare i suoi bei pendii quando la neve non è ancora troppo ammollata dall’irraggiamento del mattino. Nessun tracciato diretto né tirolese per raggiungere la Cabane de Chanrion, che d’altro canto sembra tanto vicina, sull’altro versante della valle. La traversata del ghiacciaio della Tsessette, in cui si accumulato sia le colate, sia le pietre che si staccano dai 1300 metri del versante friabile del Combin, richiede un’attenzione costante. Selvatichezza garantita, che non permette discese a precipizio.

Lontani dalle carovane della Haute Route

Molto esposto ai venti meridionali, il fondovalle della Val de Bagnes propone condizioni estremamente cangianti. Il massiccio può ad esempio rivelarsi traditore in caso di favonio. E quando le cime si nascondono improvvisamente nella nebbia, è meglio ben conoscere lo sci… in cordata. In queste condizioni, il passaggio verso Arolla dovrebbe essere compiuto fino alle Vignettes con una risalita meditativa, ma sicura, del lungo ghiacciaio di Otemma.

Quando le condizioni sono riunite, la bella conca riparata dei Portons offre una salita diversa alla Pigne d’Arolla. Un po’ più lunga, ma più sicura del versante destro del ghiacciaio del Bernay, che può dispensare valanghe e crepacci. Da quando sono sguarnite di nevi eterne, le rocce sfaldate del passo settentrionale si superano con una piccola scalata. La breve calata che segue, sci sullo zaino, va ad aggiungersi all’aspetto avventuroso di questa variante. La lunga salita verso la Pigne permette di prepararsi a raggiungere le carovane della Haute Route, partite dalla Cabane des Dix per raggiungere Arolla attraverso il Col des Vignettes.

Se, invece di raggiungere il tracciato della Haute Route, si preferisce rimanere in una montagna selvaggia, si opterà per un soggiorno più lungo a Chanrion – e compiere l’ascensione del Mont Avril (3346 m) o del Mont Gelé (3518 m), oppure della Ruinette (3875 m), vette esigenti ma gratificanti. Senza parlare poi del versante est del Mont Pleureur (3704 m): vertigine garantita! L’alta Val de Bagnes ha tutto da offrire all’escursionista capace della scelta migliore nel momento migliore.

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