La vittoria nelle pelli

Ha conquistato l’oro nell’individuale e in verticale agli ultimi Campionati mondiali (juniores) di scialpinismo. Ormai tra le Speranze, il prodigio friburghese Rémi Bonnet racconta il suo percorso e i suoi obiettivi.

«Deve essere nei miei geni: sono fatto per questo sport!» Già in occasione delle sue prime gare di scialpinismo, praticamente senza allenamento e «per fare come i compagni», Rémi Bonnet ha lasciato a bocca aperta gli specialisti della disciplina. E ha senz’altro fatto digrignare i denti a un certo numero di altri atleti. Questo friburghese uscito dal nulla, la cui pratica sportiva si limitava a «un po’ di calcio nella squadra locale» (di Charmey, n.d.r.), si è immediatamente issato in testa alle classifiche e, meno di tre anni più tardi, nel marzo 2015, si è regalato una doppietta ai Mondiali di Verbier (categoria juniores) staccando l’oro nella verticale e nell’individuale.

Una boccata di libertà

La sua primissima uscita con le pelli sotto le solette, l’atleta classe 1995 l’ha fatta a 17 anni, assieme a un amico e a suo padre. Per questo adolescente cresciuto in una località sciistica, abituato alle code alla partenza degli impianti di risalita e alle piste marcate, è la rivoluzione: «Ho assaporato un’incredibile boccata di libertà.» Dopo un promettente debutto in competizione, Rémi Bonnet decide di allenarsi: «Mi sono messo a correre d’estate e a sciare non poco d’inverno», racconta. Ben presto calca i podi e si fa notare dai responsabili della squadra nazionale. Allora, «l’allenamento è diventato più inquadrato, più professionale». Attualmente, alla sua preparazione fisica il giovane campione dedica una ventina d’ore alla settimana. «D’estate corro moltissimo e faccio un po’ di sci a rotelle a fine stagione – senza dimenticare il fitness per rafforzare la muscolatura.» Da fine ottobre, l’atleta mette mano alle pelli e parte «a far volume sui ghiacciai». Durante la stagione agonistica riduce ovviamente la velatura nell’intento di conservare al massimo le sue energie: «Le uscite di allenamento sono più brevi e servono unicamente a mantenermi in forma.»

Ambizione e sciroppo

Diventato professionista da circa un anno, lo sciatore sa dare il giusto valore al «lusso di poter dedicare tutto il mio tempo all’allenamento. E al riposo!» Prima di accedere alla ristretta cerchia degli elvetici che vivono del loro sport, Rémi Bonnet ha in realtà voluto portare a termine il suo apprendistato di costruttore metallico. «Ero costretto ad allenarmi il mattino presto e talvolta anche di notte. Era faticoso. Ma so bene che non potrò fare lo sportivo professionista per tutta la vita e che, in Svizzera, un diploma conta», commenta. Lo charmeysano capisce anche l’importanza di non consacrare tutto il suo tempo al lavoro fisico: «Cerco di mantenere un certo equilibrio», spiega. Il giovane ama in particolare la pesca – «oppure bere un bicchiere con gli amici, anche se è solo sciroppo», aggiunge ridendo. E di sciroppo ne dovrà bere ancora al posto dell’alcol in questa stagione, che si annuncia gravida di obiettivi. Integrato ormai nella categoria Speranze – cioè con i medesimi percorsi dei seniores – Rémi Bonnet mira a un posto tra i tre migliori al mondo. «E se non ci riuscissi quest’anno, sarà un bel calcio nel sedere per la prossima stagione!»

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