Non verde, ma duraturo | Club Alpino Svizzero CAS

Non verde, ma duraturo

Uno studio pubblicato nel 2020 da Mountain Wilderness evidenziava la scarsa sostenibilità nel settore della fabbricazione degli sci. Paragonando il bilancio ambientale di uno sci convenzionale a quello di uno «ecologico», concludeva che l’utilizzo di materiali naturali o riciclati combinato al ricorso all’energia verde potrebbe contribuire a ridurre di quasi il 50% l’impatto globale di questa industria sull’ambiente.

In relazione a questo aspetto, Lucas Bessard, il produttore di sci artigianali che ho incontrato nell’ambito della nostra serie Zero emissioni (pagina 59), potrebbe migliorare taluni dettagli. Potrebbe preferire le fibre naturali a quelle sintetiche per irrigidire l’anima degli sci, e anche utilizzare del polietilene riciclato per le solette. I suoi sci si distinguono ad ogni modo per l’anima in frassino svizzero certificato. Inoltre, la resina che utilizza per incollare i diversi strati è parzialmente di origine biologica, mentre l’acciaio delle lamine è riciclato al 50%. Di che segnare punti preziosi presso una clientela ecoresponsabile.

Ma in un momento in cui altri ci fondano il loro commercio, Lucas Bessard non vanta in alcun modo i vantaggi ecologici della sua produzione. Questo può lasciare perplessi: come mai è riluttante a cavalcare l’onda verde? Non sarebbe un modo per lui di attirare nuovi clienti e finalmente guadagnarsi da vivere con la sua produzione?

Sì, certo. Ma pensarlo equivarrebbe a male interpretare Lucas Bessard, per il quale le etichette significano ben poco. Infatti, il suo interesse mira ad altro. A ciò che dura. E siccome non tutto ciò che è verde necessariamente dura, non esita a scartare certi materiali «ecologici» che non gli permettono di ottenere ciò che cerca, cioè un oggetto di alta qualità che non si sarà tentati di gettare via al primo cambio di moda.

Volendosi «riallacciare allo spirito delle origini dello sci», come lui stesso dice, Lucas Bessard non si è forse riallacciato, senza gridarlo ai quattro venti, a una forma dimenticata di sostenibilità.

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