Per creste o per coste? L’Isola d’Elba per gli escursionisti

La più grande isola dell’arcipelago toscano cela alcune piccole perle che meritano una visita, siano esse in riva al mare o a più di 1000 metri sopra i flutti. Escursionisti agguerriti e famiglie troveranno pane per i rispettivi denti.

Soprattutto non perdersi! Tenere gli occhi bene aperti, anticipare le marcature o gli ometti, individuare eventuali ­tracce di passaggi. Una volta assimilate queste consegne, i bambini si fanno subito prendere dal gioco e considerano il compito di portare i loro genitori a buon porto con il massimo interesse. Si dimenticano allora i metri di dislivello che ancora vanno superati e gli sforzi da consentire. Ancora qualche decina di minuti e usciamo da questo magnifico labirinto che porta alle Calanche: macchia piuttosto densa qua e là, blocchi di granito sparsi, sentiero che si perde. Un terreno di gioco ideale per divertire i più giovani, che avranno senz’altro raccolto la sfida della ricerca dell’itinerario. Ma durante la discesa, segnalata da un cartello che ha conosciuto tempi migliori alle Filicaie, il proseguimento della grande traversata delle creste del Monte Capanne si rivela inadatta agli escursionisti in erba: «Il sen­tiero marcato ‹00› è particolarmente impegnativo e consigliato solamente a escursionisti esperti». E allora, i bambini tornano con la mamma al punto di partenza per una ­variante più facile.

Un’uscita dall’inatteso profumo alpino

Un’ora più tardi il Monte Capanne è alle mie spalle e mi lascio scivolare lungo dei cavi molto ripidi. Che itinerario audace e piacevole! Roccia di qualità, attrezzatura intelligente e un percorso che richiede un po’ di fiuto sono di per sé tre cri­teri convincenti. Aggiungete a tutto questo una vista panora­mica quasi continua, una flora risolutamente mediterranea dalle fragranze primaverili e una geologia incredibile e otterrete un cocktail che farà senz’altro figurare l’esperienza tra i ­ricordi più incisivi del vostro soggiorno sull’isola. Prima di iniziare la discesa verso il bellissimo villaggio di Marciana volgo lo sguardo in direzione della Corsica. A sud, l’isola di Montecristo si propone con una sagoma simile a quella di un vulcano. Alla fine della giornata, tutta la famiglia si ritrova alla gelateria della piazza centrale di Marciana per gustarsi un gelato artigianale come lo sanno fare solo i nostri vicini italiani.

Dolce far niente o quasi

Certi di avere scoperto il massimo di quanto avevano da ­offrirci le montagne locali, nei giorni successivi optiamo per delle passeggiate costiere. Tecnicamente meno esigenti e con dislivelli contenuti, seducono i bambini. Tra Marciana Marina e Capo Sant’Andrea, un sentiero flirta con la riva, allontanandosene e raggiungendola nuovamente a ogni occasione possibile. Ecco allora apparire una spiaggetta che invita a giocare a rimbalzello e, poco lontano, una caletta dalle acque turchesi lascia immaginare un vascello pirata all’ancora. La ricchezza della flora e alcuni gabbiani un po’ scontrosi accrescono ulteriormente lo spaesamento prima di un finale in apoteosi: i graniti scolpiti del Cotoncello con i loro tafoni, le bizzarre strutture geologiche risultato dell’erosione in ambiente umido e salato, rappresentano senz’ombra di dubbio due buone ragioni per visitare i luoghi e un mondo tutto da esplorare per i nostri giovani avventurieri.

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