Poche tracce sul Rothorn Nella conca della Ramozhütte

L’Aroser Rothorn è la vetta più alta nella Regione Plessur. Lontani dalla stazione sciistica attendono escursioni con gli sci in un ambiente tranquillo. Accedervi richiede però buone doti di resistenza.

Soprattutto la regione a ovest di Arosa pullula di impianti di risalita. Quest’inverno si è realizzata l’unione degli impianti di Arosa e di Lenzerheide e, secondo le indicazioni delle agenzie turistiche, la zona si annovera ora tra le top ten della Svizzera (vedi pagina 40). Il Parpaner Rothorn è quindi in tal modo anche parte della regione sciistica di Arosa.

Una cresta a tratti stretta collega questo Rothorn all’Aroser Rothorn. E anche se d’inverno la cresta può essere percorsa – su questa cima e a meridione di essa si schiude un’«Arena bianca» che non deve tuttavia questa denominazione a motivi di marketing, bensì al fatto che le montagne formano una corona attorno alla conca idilliaca della Ramozhütte. Ben lontani dal frastuono delle piste vi si trova spesso molta neve vergine.

 

In pace attraverso la diabolica Welschtobel

Che una certa distanza da Arosa non sia semplicemente una sensazione lo si percepisce nell’escursione all’Aroser Rot-horn. Sì, poiché la scelta non cade sulla via della cresta, ma attraverso una gola, più precisamente la Welschtobel, la «gola dei latini». Questo nome fu dato alla valle dai valser di Arosa nel XV secolo, dopo che ebbero venduto la loro Tüüfelschtälli ai vicini di Alvaneu, nella valle dell’Albula, per 25 lire: in quanto reto-romanci, per i valser gli abitanti di Alvaneu erano latini.

In marcia lungo la valle – sui primi cinque chilometri il dislivello da superare è di appena 400 metri – l’effetto Venturi fa soffiare un vento gelido. La giacca rimane chiusa. Ciò nonostante, in questa progressione meditativa la bellissima atmosfera, con i primi raggi del sole che illuminano le vette circostanti, si gusta quasi ancora meglio. La sudata inizia solo con la salita alla non custodita Ramozhütte.

 

A distanza da Arosa

Il vento ha ceduto, il sole splende. Si continua a salire, più vicini al sole – e per questo optiamo per la via che, a destra, sale al Erzhornsattel. Nel versante protetto dal vento fa davvero caldo. Una volta raggiunta la bocchetta, il venticello che ancora spira è percepito con gioia. Da qui, lo sguardo cade sulla discesa dal Parpaner Rothorn ad Arosa: una via piuttosto trafficata. Ma non è solo per questo che manteniamo la distanza: le condizioni della ripida discesa dal Erzhornsattel non sono favorevoli.

Per contro, non riusciamo a resistere al pendio coperto di neve primaverile a sud della cresta tra l’Erzhornsattel e l’Aroser Rothorn: via le pelli e giù, per qualche centinaio di metri. Quindi, una salita ripida e diretta fino alla vetta. Il panorama sulla cima più alta della regione della Plessur si estende ben oltre i Grigioni, e in condizioni perfette arriva al Weisshorn, quello sopra Randa.

 

Possibile anche da Alvaneu

La discesa diretta verso sud affascina, ma la decisione cade sulla variante un po’ più a sinistra. Nella salita, la neve era ideale. I pendii vergini sono presenti in entrambi i luoghi. La neve primaverile scricchiola, e sotto, vicino alla Ramozhütte, incontriamo altri escursionisti. Vengono dalla Furcletta: una lunga salita da Alvaneu fin qui, nella conca dell’Alp Ramoz. Chi non si è messo in cammino troppo tardi e si è spostato con i mezzi pubblici non ha che da superare i 300 metri di dislivello fino alla Furcletta e sarà ricompensato dai 1300 metri di dislivello della discesa fino ad Alvaneu. Per gli altri, la via conduce invece nuovamente lungo la Welschtobel e, grazie ad alcune tracce, senza un eccessivo lavoro di braccia.

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