«Sport della montagna, sport dei motori»

In merito all’editoriale Istanti unici, in «Le Alpi» 02/2018

Grazie, Peter Walthard, per il suo sincero editoriale! Sì, è quanto accade a quasi tutti noi! È una faccenda incresciosa, il nostro consumo di energia e risorse. E più denaro e tempo libero abbiamo a disposizione, peggio sembra andare! Non è sufficiente che il nostro sistema economico funzioni esclusivamente con la crescita: anche nelle nostre vite ci comportiamo secondo il motto «di più = meglio». Sono ben pochi coloro che, come lodevolmente lei, cercano almeno di far rimanere unica quella loro esperienza possibile solo grazie a un volo e si sforzano di compensarla con rinunce in altri ambiti. Invece, eccoci subito ad accarezzare altre «esperienze uniche». Basti pensare ai jet che trasportano non solo arrampicatori e alpinisti di spicco in ogni angolo del mondo.

Anche la voce «motorizzato» nei portali dello sport della montagna ne è un’espressione: oggi, essere motorizzati è quasi una condizione essenziale per ­essere o diventare un alpinista da prendere sul serio. Infatti, il nostro tempo è prezioso, e ne abbiamo sempre troppo poco – di certo non per visitare le montagne quali sacre cattedrali in momenti particolari. La profezia di Leslie Stephens delle Alpi come «playground of Europe» è da tempo diventata realtà. Come diceva quel presidente della DAV? «Lo sport della montagna è sport dei motori.» Temo che ci abbia visto giusto!

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