Stress da densità

In merito alla rubrica Stress da densità nella neve polverosa di Emil Zopfi, in «Le Alpi» 2/2019

A generare stress da densità in numerose escursioni non è soltanto l’enorme aumento del numero degli sportivi della montagna: un’altra ragione va ricercata nel fatto che molta gente «assalta» sempre più spesso la montagna. Per esempio, nel maggio 2018 in www.gipfelbuch.ch ho letto l’annotazione seguente: «87ma gita con gli sci della stagione, 77 500 metri di dislivello»!

A questo e agli altri collezionisti di cime e dislivelli vorrei offrire la compagnia delle due citazioni che seguono. «Le montagne sono maestre mute che producono scolari silenziosi.» Lo disse a suo tempo Goethe. E nel suo libro Fünfzig Sommer in den Bergen, Walter Schmid scriveva: «Ciò che si ricava dall’alpinismo non risulta dalla somma delle vette raggiunte, ma va piuttosto misurato in termini di valore intrinseco delle nostre esperienze.» Chi per esempio in una chiara notte di luna piena abbia mai attraversato un passo di un ghiacciaio (Grünhornlücke), sa cosa intendeva Walter Schmid con quelle sue parole. E io, quella notte di luna non la dimenticherò per tutta la mia vita. Nel frattempo, sono nel CAS da oltre cinquant’anni. Anni nei quali mi è stato concesso di scalare numerose montagne, fossero di due, tre o quattromila metri. Ma non mi è mai passato per la testa di vantarmene: il mio profondo rispetto per loro è troppo grande.

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