Suscitare l’emozione negli spettatori

Per Jonas Chapuis il successo di una competizione passa per l’emozione dello spettatore. Per suscitarla, il 35enne apritore è disposto a correre dei rischi.

«Le Alpi» – Cosa ti motiva maggiormente nel tuo lavoro di apritore?

Jonas Chapuis – Che si tratti di una roccia, di un muro o di una competizione, la cosa più eccitante è trovare nuove sequenze di movimenti. Nelle competizioni, poi, c’è l’adrenalina e lo show: adoro tutto questo!

Secondo te, cosa fa un buon apritore?

Un buon apritore – o meglio, una buona squadra di apritori – deve stimolare gli atleti a superarsi. Per dirsi riuscita, una competizione deve suscitare emozioni forti tra gli spettatori. Questo fa sì che gli apritori debbano osare assumersi dei rischi. Una via troppo facile o troppo difficile uccide l’emozione.

Come riesci ad adattare il livello delle vie?

Per esempio partecipando agli allenamenti degli atleti e aprendo linee insieme a loro. Questo permette di misurare la temperatura delle diverse categorie e di adattare così le difficoltà in sede di gara. Gli scalatori sono in realtà i nostri partner.

Dove trovi l’ispirazione per tracciare delle nuove linee?

Mi ispiro spesso alle sequenze di movimenti che incontro all’esterno, sulla roccia. Quando il momento di apertura si avvicina, sono molto più attento ai miei movimenti in arrampicata.

E cosa dire della realizzazione sul muro?

Dipende molto dal materiale che si ha sotto mano e dal muro su cui occorre lavorare. Il bello della plastica è che si possono tentare delle idee che sulla roccia tendono a bloccare un po’.

Come ti senti, il giorno della gara?

C’è molta tensione, ma questo dipende dal sostegno dell’organizzatore. Dopo una competizione ci si rilassa fisicamente e psichicamente. La transizione è spesso tanto brusca da provocare una specie di piccolo choc. Ma non sei necessariamente contento che sia finita.

Feedback