Una normativa per le crash pad | Club Alpino Svizzero CAS

Una normativa per le crash pad

Le crash pad hanno ormai una loro normativa UIAA. Dal luglio 2016, infatti, i modelli caratterizzati dalla norma «UIAA 161» recheranno la menzione dell’altezza critica di caduta (da uno a tre metri circa), dalla quale si possa cioè cadere senza conseguenze importanti. La nuova norma si basa su criteri simili a quelli della norma europea applicata ai rivestimenti di superfici di aree da gioco ad assorbimento d’impatto (EN 1177), che limita il livello di gravità di una ferita alla testa (Head Injury Criterion HIC) a 400, un valore che esclude traumi gravi anche cadendo a testa in giù.

Ma una simile norma per le crash pad è sensata, considerando che la maggior parte dei traumi connessi alla pratica del bouldering riguardano braccia e gambe? «Una norma viene stabilita sulla base del peggior incidente possibile. E tra i blocchi, la cosa peggiore, anche se rara è cadere sulla testa», spiega Lionel Kiener, rappresentante del CAS in seno alla Safety Commission dell’UIAA: «Inoltre, ci sforziamo di ricorrere a procedure di test esistenti, come quelle della norma EN 1177.» Ritorneremo più approfonditamente sulla questione in uno dei prossimi numeri.

Feedback