Basta una telefonata

La prima stagione con le nuove Condizioni generali è trascorsa. Il bilancio: discussioni anche accese a causa dell’indennità per mancata presentazione.

L’arrosto domenicale per la grande tavolata è servito, il vino è stappato. Cinque dei dieci ospiti previsti, però, mancano all’appuntamento. Ci si preoccupa, si pensa a un incidente. L’arrabbiatura è scontata. E una cosa è certa: quando qualcuno dimentica semplicemente un invito a pranzo, dovrà attendere piuttosto a lungo prima di essere nuovamente invitato.

La comprensione richiede tempo

A molti custodi questa situazione è ben nota. Anche a sei mesi dall’entrata in vigore delle nuove Condizioni generali di contratto (CGC) per le capanne CAS non tutti vi si attengono, il che può a volte dar luogo a discussioni difficili. Secondo Philipp Werlen, responsabile del segretariato di Capanne svizzere, «prima per gli ospiti la libertà era eccessiva, occorre del tempo prima che ci si abitui». E rileva in parte la scarsa comprensione degli ospiti per la situazione dei custodi. «In qualsiasi esercizio della pianura la disdetta è d’obbligo, e in caso di mancata presentazione le conseguenze finanziarie sono garan­tite.»

In effetti, se un gruppo di dieci persone non si presenta la perdita raggiunge rapidamente diverse centinaia di franchi, e in particolare nelle capanne con una stagione breve simili perdite possono diventare un problema esistenziale. È inoltre preoccupante che vi siano «problemi con gruppi del CAS», aggiunge Werlen. Delle voci critiche si sono effettivamente levate. All’associazione centrale e alla commissione capanne è stato obiettato che le CGC «non si conformano alla realtà alpinistica». Accade che la situazione meteorologica, le condizioni e lo stato fisico degli alpinisti costringono a cambiare destinazione. Philipp Werlen replica che i cambiamenti dell’ultimo momento dovuti a forza maggiore, come un temporale o una tempesta di neve, sono state regolate in maniera amichevole.

La berlina è l’ultima delle opzioni

Secondo Werlen, le maggiori difficoltà con le mancate disdette si sono avute nelle capanne del sud del Vallese, dove i custodi sarebbero addirittura dell’idea di redigere una lista nera. In particolare sulla Haute Route sembra frequente che dei gruppi guidati con una prenotazione finiscano per non farsi vedere. Tuttavia, egli ritiene anche che il «mettere la gente alla berlina» sia un metodo al limite. Per Philipp Werlen, l’aspetto centrale è una comunicazione chiara: «Bisogna orientarsi in modo tale che gli ospiti capiscano cosa la loro mancata disdetta significa per il custode.» Non si tratta esclusivamente di denaro, ma è anche una questione di sicurezza.

La situazione migliora

Pia Honegger, della capanna Maighels, conferma l’effetto della consuetudine. «Noi abbiamo sempre chiesto qualcosa per le mancate presentazioni. Dai nostri ospiti le CGC vengono accolte molto positivamente quando le esponiamo in modo chiaro e comprensibile.» Anche dallo Hohtürli, dove sorge la Blümlisalphütte, Hans Hostettler riferisce che, dall’introduzione delle CGC, la situazione delle mancate disdette è migliorata.

Non disdire costa

Annullamenti e spostamenti di prenotazioni da una a dodici persone devono essere annunciati telefonicamente al più tardi entro le 18.00 del giorno precedente. Per gruppi più numerosi due giorni prima. Altrimenti ci si può veder fatturare un indennizzo.

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