C’è presa e presa

Nelle palestre di arrampicata c’è plastica e plastica. Da alcuni anni, le prese in poliestere cedono il posto a quelle in poliuretano. Vediamo perché.

Le avevate già notate? Le prese in poliuretano si distinguono per i loro colori più vivaci. «Quelle in poliestere sono più sbiadite a causa del loro contenuto di sabbia di quarzo», ci spiega Mathieu Achermann, cofondatore della Flathold, un’azienda di Bienne specializzata nella fabbricazione di prese di nuova generazione. Ma la differenza essenziale non è questa: il poliuretano, peraltro più difficile da lavorare e quindi anche più costoso, permette di ottenere delle prese più morbide e solide. Il Graal per gli apritori di vie professionali, che non si possono permettere prese che si rompano durante le competizioni. Al tempo stesso, il regolare rinnovamento delle vie nelle grandi palestre esige prese resistenti alle manipolazioni frequenti.

«Il poliuretano ha permesso la realizzazione di prese più grandi, ma anche di forme più complesse e sottili, impensabili con il poliestere», aggiunge Mathieu Achermann. Pur tenendosi per sé il prezioso segreto della fabbricazione, l’imprenditore assicura che i prototipi delle forme sono realizzati a mano: «È il solo modo di ottenere prese ‹vive› ed ergonomiche», commenta.

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