Di dolcezza e di durezza Escursioni nelle Prealpi lombarde

Dapprima a vagare per cime lungo le piste dei contrabbandieri, poi gustare sul lago la leggerezza dell’essere: nelle Prealpi lombarde e sul Lago di Como, solitudine alpina e atmosfere mediterranee convivono al meglio.

In realtà intendevo salire sulle belle forme del Pizzo di Gino, in Val Cavargna. Ma la pancia non era d’accordo. Ecco che manco la deviazione – e prendo la cosa come un segno. Devo trovare una destinazione sostitutiva: il Monte Gazzirola, o Garzirola, come è denominato nella carta italiana, un duemila tra la ticinese Val Colla e le selvagge valli italiane di Rezzo e Cavargna.

La prima parte della salita è monotona, ma mi godo la vista della catena del Tremezzo, che già conosco. Sul Passo San Lucio le cose si fanno più avvincenti. Qui non sorge solo un’impressionante cappella romanica, ma anche una capanna italiana e una svizzera. Un tempo, il rifugio italiano era addirittura una caserma: questa zona di confine tra la Svizzera e l’Italia era un tempo territorio di contrabbandieri.

Lo sguardo su mete sempre nuove

Sono stanca e devo spingermi a livello interiore. Supero i resti di un vecchio reticolato che correva lungo il confine. E avanti, all’antecima con la croce e quindi alla vetta – dove con mia grande sorpresa mi imbatto in amici ticinesi. Loro sono saliti dalla parte svizzera. Da questa cima di confine si schiude un panorama nuovo: per una volta, al centro non si trova il Lago di Como, bensì il Lago Maggiore. E la vista risveglia nuove idee escursionistiche: la prossima volta, salirò sul Pizzo di Gino? Oppure sul vicino, fiero Camoghè? Rimessa in forze dalla sosta in vetta e dal panorama, è a lunghi passi che intraprendo la discesa di ritorno al Lago di Como. Oggi ho proprio voglia della seconda parte della mia escursione prealpina: un caffè macchiato e poi via, un bel bagno nel lago fresco e profondo.

Grande storia, presente difficile

Sulle rive del Lario, e soprattutto nei villaggi che le sovrastano, ville dall’intonaco spesso scrostato testimoniano lo sfarzo dei tempo passati. Qui, i milanesi più facoltosi si godevano la frescura estiva; oggi, in tempi di crisi, molte case espongono il cartello «Vendesi». Le conseguenze della recessione economica degli ultimi anni sono percepibili ovunque, anche parlando con gli abitanti dei villaggi montani, molti dei quali si lamentano della difficile situazione. Vivono in una regione che, sino a pochi anni or sono, praticamente non conosceva la disoccupazione. Le cose vanno meglio a Bellagio, il biglietto di visita turistico del lago: un giretto con aperitivo nelle sue viuzze completa in modo eccellente un’escursione – quella al vicino Monte San Primo, che sovrasta la vicina e frequentatissima località.

Con i suoi alberghi e le sue ville signorili e il nucleo antico, Menaggio si trova quasi sulla linea d’immersione del Monte Crocione. Da qui lo sguardo passa dalla Y rovesciata del Lario su, verso il paesaggio aspro, non più caratterizzato dal calcare ma dal granito, della Valtellina. Il panorama affascina, ma avvincenti sono anche gli aspetti storici: lungo le vette della catena del Tremezzo, strategicamente prossime alla frontiera con la Svizzera, correva la Linea Cadorna, realizzata durante la Prima guerra mondiale. Le sue fortificazioni sono ben visibili ancora oggi, e durante la Seconda guerra mondiale si trovavano in piena zona partigiana.

Ville, giardini… e formaggio dell’alpe

Sulla cima del Crocione sono sola come non mai, e mi guardo attorno a lungo. Durante la discesa mi fermo all’Alpe di Mezzegra e mi metto a parlare con l’alpigiano. Bashir è turco, e sta quassù da sei anni. Produce un formaggio eccellente: lo zincarlin, una specialità del Ticino e della Lombardia. È un formaggio fresco a forma di tazza rovesciata, che Bashir spezia con abbondante aglio: tanto che, prima di raggiungere il lago, mi metto in bocca una gomma da masticare.

Sì, perché qui sul lago, tra Argegno e Menaggio ci sono molti turisti – ma anche magnifici edifici, come le ville Balbaniello e Carlotta con i loro grandiosi giardini, la cui visita incorona la giornata. È proprio questo a fare la magia delle Prealpi lombarde: il contrasto tra un paesaggio molto aspro, a tratti di una povertà alpina, delle montagne e l’atmosfera di carattere quasi mediterraneo del lago. Entrambe comprese in ogni escursione giornaliera.

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