Fantasie invernali nello Schanfigg Attorno al Ful Berg

Anche se la neve fosse poca, sulle montagne sopra Calfreisen ci si sente come re.

Pascoli a tinte marroni e verdi fino in alto, e la sognata neve è assente pure in quota. Contrariamente all’anno corrente, è una situazione vista di frequente negli scorsi anni, destinata a riproporsi a causa del cambiamento climatico. Alcuni vorrebbero incolparne il destino, evocando ricordi secondo i quali da novembre ad aprile un manto di neve polverosa alta fino alle ginocchia si spingeva fin verso il fondovalle. Un’alternativa, tuttavia, esiste: inoltrarsi ancora di più nelle montagne. Poi, fissare le racchette allo zaino, riporvi magari anche i ramponi, e via. Una zona che con un po’ di fantasia offre alcune possibilità in tal senso è lo Schanfigg anteriore, con il Ful Berg come meta principale.

Chi fosse alla ricerca del sole può partire da Calfreisen. Anche in pieno inverno, i suoi raggi raggiungono il villaggio incantato dello Schanfigg situato a un centinaio di metri sopra la strada principale già tra le nove e le dieci, e il soleggiamento potenziale non è mai inferiore alle sei ore buone. Durante la salita in direzione del Ful Berg, passando per stalle imbrunite e attraverso boschi radi, l’astro rimane un accompagnatore fedele. Se il fianco dello Schafläger è inzuccherato di neve, ci si crederebbe in alta montagna. Fiori dissec­cati che si sporgono dal sottile strato di neve formano minuscole nature morte nel terreno. Il finale verso il Ful Berg offre poi impressionanti emozioni in cresta tra lo Schanfigg e la valle del Reno di Coira. All’antecima è preferibile rimanere sul versante soleggiato.

Per gli amanti dell’ombra

Chi invece durante la salita non volesse i bagni di sole, e si contentasse preferibilmente del fascino di qualche singolo raggio, può salire al Ful Berg anche da nord. Così facendo, alla Spundätscha è possibile incontrare qualche cacciatore, e più oltre, tra gli arbusti e le piante perenni dello Hanen e della Sunntigberg, anche le loro prede: i camosci. Sul percorso si incontra anche il fatato Saysersee – anche se d’inverno il luogo è poco adatto per lasciarvi vagheggiare lo spirito: si potrebbe gelare… A riscaldare tutti quanti pensano per contro i ripidi versanti della vetta. Qui le racchette si riveleranno senz’altro utili, poiché la neve può scarseggiare ovunque nella regione, ma non qui. Se il tempo è buono, giunti alla sommità l’immagine del «mattin c’indora» assume un altro significato, e il bagno di sole precedentemente evitato si fa assaporare ancora più intensamente a causa del forte contrasto.

Per gli aspiranti al trono

Più avanti lungo la cresta tra lo Schanfigg e la valle del Reno, ecco infine con il suo nome squillante il Montalin: il trono di Coira. Anche la sua sommità la si raggiunge più comodamente da Calfreisen. Sotto il Gromser Chopf si prende a sinistra invece che a destra. Se la salita è fortunata, lo sguardo cade a precipizio sulla serie di piccoli troni del capoluogo grigionese: Fürhörnli, Rot Platte e Mittenberg. E se il versante sud­occidentale è libero dalla neve, da sovrani di Coira è possibile scendere al popolo passando per le antecime e, a destinazione, per la collinetta con il palazzo vescovile.

Per i penitenti

La regione ha in serbo un itinerario anche per coloro che si fanno scrupoli a fronte del mero godimento, e che richiede perseveranza. È la via che da Trimmis per il Fürstenalp porta al Montalin o al Ful Berg. Per quest’ultimo, i metri di dislivello sono 1800, per la gran parte attraverso un bosco particolarmente cupo durante l’inverno.

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