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«La discesa a valle è un piacere»

L’8 gennaio 1893, Christof Iselin e Jacques Jenny, della sezione CAS Tödi, mostrarono ciò che in montagna si poteva fare con gli sci. Con quegli attrezzi allora ancora praticamente sconosciuti nell’Europa centrale, in cinque ore salirono da Glarona (472 m) allo Schilt (2298 m), passando per il Fronalp. Fu la prima vetta alpina svizzera e il primo 2000 delle Alpi ad essere raggiunto con gli sci. Lo stesso giorno, a piedi saliva anche Eduard Naef-Blumer, membro della sezione Winterthur, che osservò con stupore delle tracce che sprofondavano nella neve solo di pochi centimetri, mentre lui vi era immerso fino alle ginocchia. Notò però anche come, sui pendii di neve dura, gli sciatori dovevano togliersi gli sci. Il 1º dicembre 1893, l’organo del CAS Alpina pubblicò il fondamentale trattato di Iselin sui «risultati pratici dell’uso delle scarpe da neve nelle montagne glaronesi nell’inverno 1892/1893». Con una coraggiosa conclusione: «In realtà, è solo della salita che va tenuto conto, poiché la discesa non richiede alcuno sforzo. È per contro un piacere, un ardito sfrecciare che vede la destrezza come protagonista.»

«La discesa a valle è un piacere»

L’8 gennaio 1893, Christof Iselin e Jacques Jenny, della sezione CAS Tödi, mostrarono ciò che in montagna si poteva fare con gli sci. Con quegli attrezzi allora ancora praticamente sconosciuti nell’Europa centrale, in cinque ore salirono da Glarona (472 m) allo Schilt (2298 m), passando per il Fronalp. Fu la prima vetta alpina svizzera e il primo 2000 delle Alpi ad essere raggiunto con gli sci. Lo stesso giorno, a piedi saliva anche Eduard Naef-Blumer, membro della sezione Winterthur, che osservò con stupore delle tracce che sprofondavano nella neve solo di pochi centimetri, mentre lui vi era immerso fino alle ginocchia. Notò però anche come, sui pendii di neve dura, gli sciatori dovevano togliersi gli sci. Il 1º dicembre 1893, l’organo del CAS Alpina pubblicò il fondamentale trattato di Iselin sui «risultati pratici dell’uso delle scarpe da neve nelle montagne glaronesi nell’inverno 1892/1893». Con una coraggiosa conclusione: «In realtà, è solo della salita che va tenuto conto, poiché la discesa non richiede alcuno sforzo. È per contro un piacere, un ardito sfrecciare che vede la destrezza come protagonista.»

«La discesa a valle è un piacere»

L’8 gennaio 1893, Christof Iselin e Jacques Jenny, della sezione CAS Tödi, mostrarono ciò che in montagna si poteva fare con gli sci. Con quegli attrezzi allora ancora praticamente sconosciuti nell’Europa centrale, in cinque ore salirono da Glarona (472 m) allo Schilt (2298 m), passando per il Fronalp. Fu la prima vetta alpina svizzera e il primo 2000 delle Alpi ad essere raggiunto con gli sci. Lo stesso giorno, a piedi saliva anche Eduard Naef-Blumer, membro della sezione Winterthur, che osservò con stupore delle tracce che sprofondavano nella neve solo di pochi centimetri, mentre lui vi era immerso fino alle ginocchia. Notò però anche come, sui pendii di neve dura, gli sciatori dovevano togliersi gli sci. Il 1º dicembre 1893, l’organo del CAS Alpina pubblicò il fondamentale trattato di Iselin sui «risultati pratici dell’uso delle scarpe da neve nelle montagne glaronesi nell’inverno 1892/1893». Con una coraggiosa conclusione: «In realtà, è solo della salita che va tenuto conto, poiché la discesa non richiede alcuno sforzo. È per contro un piacere, un ardito sfrecciare che vede la destrezza come protagonista.»

«La discesa a valle è un piacere»

L’8 gennaio 1893, Christof Iselin e Jacques Jenny, della sezione CAS Tödi, mostrarono ciò che in montagna si poteva fare con gli sci. Con quegli attrezzi allora ancora praticamente sconosciuti nell’Europa centrale, in cinque ore salirono da Glarona (472 m) allo Schilt (2298 m), passando per il Fronalp. Fu la prima vetta alpina svizzera e il primo 2000 delle Alpi ad essere raggiunto con gli sci. Lo stesso giorno, a piedi saliva anche Eduard Naef-Blumer, membro della sezione Winterthur, che osservò con stupore delle tracce che sprofondavano nella neve solo di pochi centimetri, mentre lui vi era immerso fino alle ginocchia. Notò però anche come, sui pendii di neve dura, gli sciatori dovevano togliersi gli sci. Il 1º dicembre 1893, l’organo del CAS Alpina pubblicò il fondamentale trattato di Iselin sui «risultati pratici dell’uso delle scarpe da neve nelle montagne glaronesi nell’inverno 1892/1893». Con una coraggiosa conclusione: «In realtà, è solo della salita che va tenuto conto, poiché la discesa non richiede alcuno sforzo. È per contro un piacere, un ardito sfrecciare che vede la destrezza come protagonista.»

«La discesa a valle è un piacere»

L’8 gennaio 1893, Christof Iselin e Jacques Jenny, della sezione CAS Tödi, mostrarono ciò che in montagna si poteva fare con gli sci. Con quegli attrezzi allora ancora praticamente sconosciuti nell’Europa centrale, in cinque ore salirono da Glarona (472 m) allo Schilt (2298 m), passando per il Fronalp. Fu la prima vetta alpina svizzera e il primo 2000 delle Alpi ad essere raggiunto con gli sci. Lo stesso giorno, a piedi saliva anche Eduard Naef-Blumer, membro della sezione Winterthur, che osservò con stupore delle tracce che sprofondavano nella neve solo di pochi centimetri, mentre lui vi era immerso fino alle ginocchia. Notò però anche come, sui pendii di neve dura, gli sciatori dovevano togliersi gli sci. Il 1º dicembre 1893, l’organo del CAS Alpina pubblicò il fondamentale trattato di Iselin sui «risultati pratici dell’uso delle scarpe da neve nelle montagne glaronesi nell’inverno 1892/1893». Con una coraggiosa conclusione: «In realtà, è solo della salita che va tenuto conto, poiché la discesa non richiede alcuno sforzo. È per contro un piacere, un ardito sfrecciare che vede la destrezza come protagonista.»

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L’8 gennaio 1893, Christof Iselin e Jacques Jenny, della sezione CAS Tödi, mostrarono ciò che in montagna si poteva fare con gli sci. Con quegli attrezzi allora ancora praticamente sconosciuti nell’Europa centrale, in cinque ore salirono da Glarona (472 m) allo Schilt (2298 m), passando per il Fronalp. Fu la prima vetta alpina svizzera e il primo 2000 delle Alpi ad essere raggiunto con gli sci. Lo stesso giorno, a piedi saliva anche Eduard Naef-Blumer, membro della sezione Winterthur, che osservò con stupore delle tracce che sprofondavano nella neve solo di pochi centimetri, mentre lui vi era immerso fino alle ginocchia. Notò però anche come, sui pendii di neve dura, gli sciatori dovevano togliersi gli sci. Il 1º dicembre 1893, l’organo del CAS Alpina pubblicò il fondamentale trattato di Iselin sui «risultati pratici dell’uso delle scarpe da neve nelle montagne glaronesi nell’inverno 1892/1893». Con una coraggiosa conclusione: «In realtà, è solo della salita che va tenuto conto, poiché la discesa non richiede alcuno sforzo. È per contro un piacere, un ardito sfrecciare che vede la destrezza come protagonista.»

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