Lo sciescursionismo in versione espresso

Uscite con le pelli di foca a ritmo serrato affinché i clubisti amanti della competizione possano allenarsi. È quanto propongono talune sezioni.

Attenzione, incrociare questo gruppo potrebbe dar luogo a una rimessa in discussione! Lo scorso febbraio, a metà altezza nella salita al Mauerhorn, nella Lötschental, potreste aver scorto sei escursionisti più sotto. Pochi istanti dopo, ecco che vi raggiungono, freschi come rose, vi superano senza scom-porsi e vi lasciano soli con le vostre domande.

Il mio materiale lascia a desiderare fino a questo punto? O è la mia condizione fisica? Probabilmente, non è nulla di tutto questo: avete semplicemente incontrato il gruppo di scialpinismo della sezione Montana-Vermala. Mentre il vostro itinerario conta probabilmente 1000 metri di dislivello positivo, il loro ne totalizza il doppio.

Allenarsi andando a spasso

Questo genere di incontri potrebbe moltiplicarsi, poiché numerose sezioni stanno attualmente pensando all’istituzione di gruppi simili. Quello di Montana-Vermala, costituito quattro anni fa dall’ex scialpinista Kevin Bagnoud, svolge il ruolo di precursore. «Avevo partecipato a una sola uscita del Club Alpino, ma trovavo il ritmo troppo tranquillo», racconta. «Perciò ho pensato di dar vita a qualcosa di più impegnativo e attirare nuovi membri.»

Missione compiuta. Il gruppo conta una quindicina di adepti, soprattutto maschili, tra i 20 e i 60 anni, per la maggior parte competitori. «Rispetto a un’uscita classica, superiamo dislivelli maggiori, più velocemente e con meno pause. Cerchiamo anche le difficoltà, come i pendii più ripidi da sciare, delle piccole creste oppure concateniamo due vette in una giornata», spiega Kevin Bagnoud. «Ma per il resto, abbiamo un ambiente molto rilassato e nessuno che spinge a testa bassa.» Il vallesano organizza da cinque a sei uscite di questo genere ogni anno, oltre a una haute route negli anni in cui si disputa la Patrouille des Glaciers (PdG).

«Dislivelli a parte, è più un gruppo di amici che non una gara», rincara Xavier Robyr, presidente della sezione Montana-Vermala, che partecipa ad alcune di queste uscite. L’aspetto «allenamento» è tuttavia sempre presente. «Una delle idee principali è di offrire ai competitori la possibilità di prepararsi alle gare in luoghi che non siano i margini delle piste di sci», aggiunge.

La sezione Montana-Vermala, vicina alla competizione in quanto organizzatrice della sfida delle Faverges, ha riservato un’ottima accoglienza al gruppo di scialpinisti. I suoi membri rifiutano l’idea che andare veloci implichi un minore apprezzamento della montagna e del paesaggio. «Se si è allenati, si sale più rapidamente e se ne approfitta meglio. Non credo che coloro che faticano nella salita apprezzino maggiormente l’escursione», chiosa Kevin Bagnoud.

Pallone sonda zurighese

Questa evoluzione è all’origine di un dibattito sulla ragion d’essere del Club Alpino. La sezione zurighese Uto propone da quest’anno delle uscite «Fast&Fun» destinate a coloro che vogliono andare più veloci o prepararsi alla PdG. L’iniziativa ha suscitato malumori in seno al comitato. «Qualcuno ha creduto che intendessimo trasformarci in un club agonistico», racconta Michael Beglinger, responsabile delle escursioni dell’Uto. E aggiunge: «Dopo tutto, il mio compito consiste nello sviluppare l’offerta della sezione affinché i membri possano approfittare di una varietà di discipline della montagna, e la PdG ne fa parte.»

Dieci uscite «Fast&Fun» sono perciò in programma nel 2015, con un ritmo di 500 a 600 metri di dislivello l’ora, così che vi possano prendere parte anche coloro che non dispongono di materiale super leggero. «Abbiamo scelto degli itinerari quotati PD con lo scopo di poterci concentrare sugli aspetti sportivi piuttosto che sulla sicurezza», chiarisce David Leuenberger, promotore del progetto. Che quest’anno fungerà da pallone sonda: l’offerta sarà in seguito rivalutata e semmai modificata. «Sino ad ora abbiamo avuto nettamente meno partecipanti rispetto alle uscite tradizionali. La maggioranza dei membri dell’Uto sembra prediligere la lentezza», constata.

Altrove si tasta il terreno

Non tutte le sezioni sono pronte a compiere il passo. Per il momento, la sezione Diablerets non prevede nulla di simile. «Lo scialpinismo non rap­presenta una nostra priorità», afferma Luc Anex, suo presidente uscente: «Privilegiamo piuttosto lo sport piacevole, realizzando a volte delle uscite difficili, ma non contro il tempo.» Rintocchi analoghi dalla campana della sezione Pilatus: «Questi sviluppi non sono incompatibili con lo spirito del club, ma non cerchiamo di promuoverli. Preferiamo goderci il cameratismo e i paesaggi di montagna senza l’aggiunta di performance che già ci inseguono nella vita quotidiana», spiega il suo presidente, Bruno Piazza. Le due sezioni precisano che la loro posizione potrebbe tuttavia modificarsi in funzione delle richieste dei membri. Per contro la sezione Neuchâteloise intende inserire l’offerta nel programma, possibilmente dal 2016. In realtà, delle uscite veloci sono già in atto, ma non sono oggetto di alcuna politica dichiarata. Così il presidente Heinz Hügli: «Degli adepti della PdG hanno lanciato queste iniziative, e trovo che sia una buona idea. Il Club Alpino è il club degli sport della montagna, e c’è posto per tutti quanti.»

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