Neve, cane, piede

Non è facile la vita solitaria nelle valli alpine, e soprattutto, non è per tutti. Anche comprenderla, se non si è fatta l’esperienza, è complicato. Tanti gli interrogativi che sorgono. Grande lo stupore nell’osservare chi questa condizione la vive e l’ha scelta. Succede così allo scrittore Claudio Morandini quando in un vallone isolato delle Alpi vede un uomo seduto su un sasso che lancia pigne nel vuoto con accanto il suo cane. I due sono così simili nel loro silenzio e nella loro composta trasandatezza da sembrare un tutt’uno, «il cane sembra talvolta un’appendice dell’uomo». Da qui prende vita la storia, quella di Adelmo Farandola, che la solitudine ha reso allucinato, e il suo cane chiacchierone.

A scandirla sono le stagioni e i ritmi suggeriti dalla natura, tutto torna e si ripete in quella malga isolata nella valle alpina. Finché un giorno arriva un guardiacaccia ficcanaso a creare problemi e poi una valanga a sotterrare tutto: malga, boschi, animali e umani. Neve, cane, piede è un piccolo gioiello letterario che per le atmosfere spiritate, i dialoghi surreali e i temi - l’abbandono delle valli e la vita alpina solitaria che richiede una grande tempra - ricorda certi romanzi di montagna della letteratura nostrana scaturiti dalla penna di Arno Camenisch, Leo Tuor e Oscar Peer.

Autore

Claudio Morandini

Origine

Exòrma, Roma 2015, ISBN 978-88-98848-24-9, € 13,00

Feedback