Ultima neve

In un paesino sperduto dei Grigioni, Paul e Georg gestiscono uno skilift risalente al 1971 ma, grazie alle loro cure, in perfette condizioni. Come Vladimir e Estragon, i due personaggi Beckettiani, sono in attesa di qualcosa che non accade mai e, nel mentre, come in una moviola, ripetono piccoli gesti, onorano vecchie abitudini e raccontano storie. Paul e Georg filosofeggiano sull’amore, discutono dello spopolamento delle valli, del ritiro dei ghiacciai, della mentalità che cambia, della sparizione del panettiere e della chiusura della Posta. Conversano per ingannare il tempo e non si rendono conto che è il tempo a ingannare loro perché, storia dopo storia, mentre loro restano immobili dinanzi al cambiamento, il tempo scivola via e porta con sé fette della loro esistenza. Il grande tema del libro è il cambiamento climatico con le sue drammatiche conseguenze. Arno Camenisch apre una profonda riflessione sulla questione chiedendosi se le generazioni future avranno l’occasione di vivere e conoscere l’inverno e la montagna come ha fatto lui da ragazzo. Nel romanzo c’è anche una chiara critica a Trump «testa di legno dai capelli gialli» e a chi, come lui, nega il cambiamento climatico. In tutto questo i due simpatici personaggi restano immobili nella loro casetta vicino allo skilift e da lì, dal tetto del mondo, tra momenti comici e tragici, vivono nell’infinita attesa. Ultima neve è un romanzo sulla sparizione, della neve innanzitutto, dei nostri punti di riferimento e delle nostre certezze.

Autore

Arno Camenisch

Origine

Keller editore, Rovereto 2019, ISBN 978-88-9991-145-4, € 10,62

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