Vivere in montagna | Club Alpino Svizzero CAS

Vivere in montagna

«Sono arrivato qui per caso»
«Sono arrivato qui per caso»

«Sono arrivato qui per caso»

Ugonna Vitus Nwosu diffonde nel Goms la buona novella in maniera fresca e non convenzionale. Il giovane parroco nigeriano si sta attivando affinché nella comunità parrocchiale montana di Binn, Ernen e Lax si discuta e si rida di più.
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Pionieri svizzeri d’oltremare
Pionieri svizzeri d’oltremare

Pionieri svizzeri d’oltremare

Si è molto parlato di Edelweiss Village, costruito per le prime guide svizzere in Canada, recentemente messo in vendita. Si conoscono per contro meno i suoi abitanti, «importati» nelle Montagne Rocciose per strutturarvi gli esordi dell’alpinismo. Nel solco di Edward Feuz Junior, hanno lasciato nella regione un’impronta indelebile.
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«Tutto il Sudamerica ai miei piedi»
«Tutto il Sudamerica ai miei piedi»

«Tutto il Sudamerica ai miei piedi»

Audaci le sue ascensioni, brutale la sua caduta: Matthias Zurbriggen di Saas-Fee. Durante la scalata dell’Aconcagua, il suo compagno, l’inglese FitzGerald, dovette rinunciare. Come molti alpinisti dopo di lui.
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Les baignoires
Les baignoires

Les baignoires

Con una strizzatina d’occhio, l’autore romando racconta come abbia ricevuto in regalo la sua prima corda di canapa.
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«Preferiva una montagna senza fronzoli a un assalto alla montagna»
«Preferiva una montagna senza fronzoli a un assalto alla montagna»

«Preferiva una montagna senza fronzoli a un assalto alla montagna»

Erhard Loretan è morto dieci anni fa. In che modo un appassionato della montagna di 25 anni vede questa leggenda dell’alpinismo? Lo chiediamo a Johannes Konrad, presidente del Groupement Jeunesse della sezione La Gruyère del CAS.
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Poiché la montagna non appartiene a nessuno
Poiché la montagna non appartiene a nessuno

Poiché la montagna non appartiene a nessuno

Con l’apertura e il risanamento delle vie di arrampicata accade che idee e filosofie diverse si scontrino. I conflitti sono allora inevitabili.
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L’alta montagna per camminare di nuovo
L’alta montagna per camminare di nuovo

L’alta montagna per camminare di nuovo

Tornare in montagna dopo un terribile incidente: può succedere. Farlo con impegno è più raro. È tuttavia la strada imboccata dalla vodese Mélanie Brugger, vittima di un trauma cranico dovuto a una gravissima caduta da cavallo.
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«La situazione è peggiore che dopo il terremoto»
«La situazione è peggiore che dopo il terremoto»

«La situazione è peggiore che dopo il terremoto»

In maggio, la repentina crescita del numero dei contagi da coronavirus in Nepal ha significato la fine per diverse spedizioni. Ma il vero problema era la catastrofica assistenza sanitaria e sociale alla popolazione. Un’intervista a Billi Bierling, responsabile dell’Himalayan Database.
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«Riconciliazione»
«Riconciliazione»

«Riconciliazione»

Il vallesano, ex famoso arrampicatore d’élite diventato sacerdote dopo aver voltato le spalle alla sua passione 15 anni fa, la riabbraccia oggi con uno stato d’animo del tutto diverso. Ce ne parla.
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«Con le montagne si costruiscono ponti»
«Con le montagne si costruiscono ponti»

«Con le montagne si costruiscono ponti»

Per la nuova esposizione «Let’s Talk about Mountains», il direttore Beat Hächler ha percorso durante cinque settimane la Corea del Nord assieme a una squadra cinematografica. Descrive le sue esperienze e impressioni in un colloquio su uomini, montagne – e politica.
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I Brand, famiglia in vetta
I Brand, famiglia in vetta

I Brand, famiglia in vetta

Molti hanno scoperto le gioie della montagna in famiglia, anche se poi le strade si sono divise. Altri perseverano, come le guide vodesi Willy e Fabien Brand, che formano una solida cordata da oltre 25 anni.
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Meditativa raccolta di fiori per golosi
Meditativa raccolta di fiori per golosi

Meditativa raccolta di fiori per golosi

Sfogliare i petali del dente di leone richiede tempo. Ma siccome il miele vero, quello prodotto dalle api diligenti, era costoso, la gelatina di zucchero aromatizzata con i fiori del tarassaco era una gradita alternativa da spalmare sul pane.
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La fiorente tradizione della «farina di popcorn»
La fiorente tradizione della «farina di popcorn»

La fiorente tradizione della «farina di popcorn»

Nelle minestre, sotto forma di polenta e sciolta in latte, acqua o vino: la farina di granturco tostata faceva parte della dieta quotidiana della poverissima popolazione della valle ticinese dell’Onsernone. Poi caduta nell’oblio, la «farina bóna» sta conoscendo una rinascita.
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La donna dai sette mestieri
La donna dai sette mestieri

La donna dai sette mestieri

Negli oltre cent’anni di storia dell’Associazione svizzera delle guide di montagna, Rita Christen è la sua prima presidente. La 53enne di Disentis è guida alpina, giurista e molto altro ancora.
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Strambi, ottimi Chräpfliniper i golosi del Goms
Strambi, ottimi Chräpfliniper i golosi del Goms

Strambi, ottimi Chräpfliniper i golosi del Goms

A carnevale, anche le popolazioni alpine festeggiavano gli ultimi giorni precedenti la Quaresima, che comportava tante rinunce. Nel Goms si friggevano i «Chräpflini», uno dei pochi dolciumi disponibili nelle vallate vallesane.
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Lusso della domenica e ciliegina di Capodanno
Lusso della domenica e ciliegina di Capodanno

Lusso della domenica e ciliegina di Capodanno

Per le popolazioni alpine, le erbe autoctone e il costoso sale rappresentavano un tempo la sola possibilità di insaporire i piatti. E sebbene il traffico mercantile globale avesse contribuito al calo dei loro prezzi, le spezie esotiche rimanevano destinate ai giorni speciali. Nella regione di Glarona, per esempio, il «Magenträs» era la spezia della domenica.
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Un olandese inconsueto
Un olandese inconsueto

Un olandese inconsueto

Negli ultimi trent’anni, Haroen Schijf ha aperto diverse nuove vie in pareti rocciose ghiacciate nelle Alpi bernesi e vallesane. Pure se la montagna più alta nei pressi del suo luogo di residenza, Amersfoort, raggiunge solo i 44 metri sopra il mare.
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Vino da rosse bombe di vitamina C
Vino da rosse bombe di vitamina C

Vino da rosse bombe di vitamina C

Nelle Alpi, un tempo la gente era solita raccogliere tutto ciò che di commestibile il bosco era in grado di offrire, tra cui una ricca fonte di dolcezze altamente vitaminiche, ma anche ingredienti per la produzione di un succedaneo del vino. Per esempio le bacche acide del crespino.
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Rape come fonte di vitamine nei lunghi inverni
Rape come fonte di vitamine nei lunghi inverni

Rape come fonte di vitamine nei lunghi inverni

Prima di essere spodestate dalle patate come alimento base essenziale, le biete erano diffuse fino nelle vallate più alte. A Bosco Gurin ne nacque addirittura una varietà propria, e la rååfu si è preservata a tutt’oggi.
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Altri punti di vista
Altri punti di vista

Altri punti di vista

Con fotografie, disegni e filmati, Gabriela Gerber e Lukas Bardill condensano le diverse realtà del mondo della montagna – dal lavoro dei contadini al rumore dei rotori.
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Quando il pane si tagliava con l’accetta
Quando il pane si tagliava con l’accetta

Quando il pane si tagliava con l’accetta

Un tempo, il pane era l’alimento principale. Per risparmiare la legna da ardere lo si cuoceva solo poche volte all’anno – anche nelle Alpi vodesi. Fino alla metà del XIX secolo, lì la «flange» era l’unico pane che la popolazione consumava.
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Liquore di iva contro la stupidità e la flatulenza
Liquore di iva contro la stupidità e la flatulenza

Liquore di iva contro la stupidità e la flatulenza

Nei mesi caldi spuntano dal terreno e fioriscono in boschi e pascoli. La raccolta delle piante selvatiche è caduta nell’oblio. Un tempo, gli abitanti delle alpi le usavano per scacciare gli spiriti maligni, come rimedi casalinghi contro diversi disturbi o come ingredienti di bevande.
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La città come campo giochi
La città come campo giochi

La città come campo giochi

Il bouldering su facciate, pareti e oggetti nello spazio urbano è una varietà ludica dell’arrampicata. In Svizzera ci sono boulderisti urbani attivi nella gran parte dellecittà – e a Glarona e Lugano si disputano addirittura delle competizioni ufficiali.
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La prima del «Peak Balkonia»
La prima del «Peak Balkonia»

La prima del «Peak Balkonia»

La settimana scialpinistica è cancellata, la gara di arrampicata è annullata e la capanna è chiusa. Nonostante gli incisivi effetti su professione e hobby, gli amanti dello sport della montagna non sono frustrati. Hanno sfruttato il tempo, si sono dimostrati creativi e si sono arricchiti di alcune esperienze.
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Il burro peloso per la colazione dell’alpigiano
Il burro peloso per la colazione dell’alpigiano

Il burro peloso per la colazione dell’alpigiano

Oggi è considerato un prodotto di qualità; in passato era un orrore: il vero burro dell’alpe. Lassù era difficile da conservare e perciò figurava in grandi quantità nella dieta di casari e pastori – per esempio sotto forma di «fenz».
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La cucina si tinge di verde
La cucina si tinge di verde

La cucina si tinge di verde

Una pratolina, qualche violetta, dell’acetosella, dell’origano… tutti i sapori sono nella natura e possono finire nel piatto. Dal Giura al Ticino, un piccolo itinerario botanico e gastronomico per avvicinarsi alla cucina selvatica.
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Il grano saraceno – il cereale frugale
Il grano saraceno – il cereale frugale

Il grano saraceno – il cereale frugale

Un tempo, il grano saraceno era ampiamente diffuso: è infatti resistente al freddo e matura in poche settimane. Poi è scomparso dalle vallate alpine. Solo i tradizionali pizzoccheri del Poschiavo ricordano in qualche modo l’importanza di quella coltura.
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